LA MURGIA NON BRILLA CONTRO IL MARTINA

Dodici tiri liberi sbagliati. Diciotto realizzazioni su sessanta tiri tentati. Mai in vantaggio in quaranta minuti. E, nonostante tutto ciò, il risultato finale di 67 – 58 o l’andazzo della partita non è mai stato caratterizzato da un grande vantaggio del Martina sulla Murgia.

Cosa significa tutto ciò? Che, anche questa volta, la Murgia è rimasta aggrappata alla partita per la maggior parte della gara con serie intenzioni di vincerla, ma, anche oggi, ha mollato la presa troppo presto.

Tutto ciò che rimane è l’amarezza di una pessima partenza e tutti i “what if” che sorgono nella testa di giocatori e tifosi dopo una partita che la Murgia avrebbe potuto vincere.

Cosa sarebbe successo se non avessimo subito un primo parziale di 22 – 10? Nessuno lo sa.

Perché è qui che la Murgia ha perso la gara, non riuscendo a risanare lo svantaggio causato dal black out iniziale vissuto in entrambe le fasi di gioco: in difesa il disagio nel marcare il colosso croato Ivan Krolo, autore di undici punti e undici rimbalzi, in attacco la bassissima percentuale al tiro.

Ma la Murgia non è mai crollata. A dimostrazione di ciò i parziali dei quarti successivi: 12 – 16, 19 – 22, 14 – 10.
La chiave? Un’ottima difesa, che in numeri si esprime con le due palle recuperate a testa di Ampomah, Williams e Difonzo e le quattro stoppate di D. Hazelle e le due ancora di Ampomah.

“Eppur si muove” è una frase attribuita dal giornalista Baretti a Galileo Galilei quando quest’ultimo, uscendo dal tribunale dell’Inquisizione nel 1633, fu condannato all’abiura per la sua teoria rivoluzionaria.
Galileo fu costretto a rinnegare il modello eliocentrico e dichiarare che tutto ciò fosse per lui una sconfitta ed un errore. Ma conosciamo tutti il valore della sua scoperta.
Quella frase fu introdotta per far notare che Galileo, in cuor suo, ancora ci credeva.

Oggi, di fronte a quattro sconfitte consecutive, credo sia ovvio che tutti siano amareggiati e affranti ma, nella speranza che tutti questi “what if” possano diventare possibilità concrete, io dico: eppur si muove.

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